Concept
S’io potessi ritrar come assonnaro
li occhi spietati udendo di Siringa,
li occhi a cui pur vegghiar costò sì caro
– Dante, Purgatorio, canto XXXII
Árgos, il gigante dai cento occhi in grado di vigilare ogni cosa, giorno e notte, senza sosta. Dorme chiudendone alcuni, mentre gli altri, vigili, continuano ad osservare. Questa scena onirica inquietante è potente.Árgosè sempre tra noi; viene dal passato, ossessivo, voyeur, instancabile, onnipresente sia nelle nostre anime che nelle nostre tecnologie. Fantasioso nel volere vedere le cose, spesso a suo modo. Colora, sbianca, immagina, trasmette, talvolta interpreta la realtà.Árgos(Argusianus) siamo tutti, anche io ovviamente, col mio modo di dipingere, fotografare, scrutare le cose o gli uomini.
Argusianusè Siciliano, sempre in bilico tra creatività istintiva, fantasiosa e spirito di osservazione che, in gran parte, ha affidato alla scienza, essendo anche un naturalista. Il suo mondo è sull’Etna, che ha studiato e che ogni mattina, appena sveglio, osserva. La natura ricorre nel suo lavoro e nella sua produzione artistica anche di pittore. Colori, contrasti, rocce, corpi che si muovono tra le lave del vulcano aspre o levigate dall’acqua. Fotografia e pittura talvolta si fondono per dar vita a uomini che sono l’intersezione di simbologie istintive e pensieri colorati. Nude creature-tela che si muovono negli spazi impensabili del vulcano o della fantasia.